Esperti di tutto il mondo per parlare di TMS e dipendenza

Esperti di tutto il mondo per parlare di TMS e dipendenza

Il 20 aprile la Fondazione Novella Fronda, ente di ricerca presieduto dal Prof. Gallimberti, è stata promotrice di un incontro tra i maggiori esperti internazionali nel trattamento di diverse forme di dipendenza attraverso la TMS. Il convegno ha riunito ricercatori provenienti da tutto il mondo, che hanno avuto modo di condividere i risultati dei propri studi, ed è stata un’occasione di incontro ricca di stimoli e nuove idee, ma anche una felice conferma della bontà del nostro lavoro.

Anche se alcune relazioni sono state molto tecniche e di difficile comprensione per i non addetti ai lavori, potete leggere di seguito un breve riassunto di alcuni interventi.

Come forse saprete la TMS è uno strumento medico di sicura efficacia, utilizzato da anni nel trattamento della depressione e di alcuni sintomi negativi della schizofrenia.  Grazie all’intuizione del Prof Antonello Bonci e del Dott. Gallimberti la TMS è oggi un metodo efficace e riconosciuto anche nel trattamento della dipendenza da cocaina. Il Direttore del National Institute of Drug Abuse (NIDA) ha ripercorso, nel suo intervento, le tappe che hanno condotto alla messa a punto del metodo, riportando infine i recentissimi dati di efficacia su pazienti cocainomani ottenuti grazie al trattamento con TMS dalla nostra equipe.

Utilizziamo la TMS per stimolare una precisa area della corteccia, la Dorsolateral Prefrontal Cortex (DLPFC). Area che, secondo l’intervento di Yihong Yang, responsabile della “Magnetic Resonance imaging and Spectroscopy Section” al NIDA, è la più indicata per ridurre le ricadute.

L’efficacia di queste stimolazioni è tanto sorprendente quanto semplice da spiegare. Come sottolinea infatti Il Prof. Ti-Fei Yuan, della “Shanghai Jiaotong University, School of Medicine”, questa efficacia è dovuta alla capacità della TMS di modificare le connessioni sinaptiche precedentemente danneggiate dalla sostanza.

Con il Prof. Simone Rossi, uno dei massimi esperti nel campo delle stimolazioni non invasive e docente all’Università di Siena, si è discusso delle migliori le linee guida da utilizzare per intervenire in sicurezza. E tanti altri illustri colleghi ci hanno coinvolto con interessanti idee per nuove ricerche nel trattamento delle dipendenze. Colleen Hanlon, professore presso la Medical University of South Carolina sta realizzando uno studio con pazienti alcolisti in cui stimola una diversa area della corteccia; Abraham Zangen, direttore della Brain Behavior Lab in Israele, ha ideato un nuovo coil (la terminazione della TMS che viene appoggiata sulla testa del paziente) usato sperimentalmente nelle dipendenze da nicotina e nell’alcolismo.

Infine, forse per la prima volta ad un convegno internazionale di impostazione scientifico-biologica, è stato affrontato un argomento a noi caro, il tema della presa in carico dal punto di vista psicoterapico del paziente.

I risultati del nostro lavoro e di numerose ricerche internazionali, confermano come la dipendenza da cocaina sia un disturbo biologico cronico e recidivo del cervello, come sottolineato nell’intervento di Vaughn Steele ricercatore del NIDA.

Ma la nostra esperienza ci suggerisce anche che per aiutare pienamente i pazienti nel difficile percorso di disintossicazione è indispensabile accogliere anche le loro sofferenze. Lo psicoanalista Fulvio Tagliagambe, membro del Centro Studi del CART, sottolinea che l’improvvisa riduzione del desiderio della sostanza possa provocare nel paziente, non più abituato a “pensare” libero dalla sostanza, un senso di disorientamento. Così insieme al trattamento con TMS offriamo ai nostri pazienti un percorso psicologico o psicoterapeutico personalizzato.

Intervenendo insieme su questi due aspetti, come spiegato dal Dott. Gallimberti, creiamo un ponte tra cervello e mente, e, insieme ai nostri pazienti, lo percorriamo sicuri verso un futuro libero dalla dipendenza.

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