Linkiesta – Vi fate di cocaina? Le mini-scosse elettriche al cervello vi possono salvare

Linkiesta – Vi fate di cocaina? Le mini-scosse elettriche al cervello vi possono salvare

Stefano, un cocainomane quarantaseienne di Padova, aveva ormai accettato l’ipotesi che un giorno sarebbe potuto morire a causa delle sue cattive abitudini. Non poteva resistere più di due giorni senza droga, cosi quando ha letto di un nuovo e insolito metodo per trattare i tossicodipendenti ha pensato che non gli restasse ormai nulla da perdere.

Ora, i risultati dello studio sono stati resi noti. Suggeriscono che la TMS riduce significativamente sia il desiderio che il consumo di cocaina. Stefano racconta che il suo desiderio di cocaina è calato molto dopo alcune sessioni con la terapia sperimentale. «Non so spiegarmelo», dice. «È accaduto molto rapidamente».

Le conclusioni, presentate all’interno del giornale Neuropsychopharmacology da Luigi Gallimberti, un medico dell’Università degli Studi di Padova, e da Alberto Terraneo, un medico specializzato nel trattamento dei tossicodipendenti, stanno alimentando un certo ottimismo fra i ricercatori di questo campo, perché ad oggi non esiste ancora un trattamento efficace per alleviare le sofferenze dei loro pazienti.

È «un primo passo verso l’avvio di un trattamento neurobiologico per la dipendenza da cocaina»», ha commentato Antonello Bonci, direttore scientifico del programma di ricerca intramurale presso il National Institute on Drug Abuse del NIH e co-autore dello studio«Al momento non abbiamo nulla che possa curare i tossicodipendenti, salvo la terapia cognitiva e il supporto psicologico».

Pare che la dipendenza crei dei precisi segnali nel cervello che istigano le persone a cercare compulsivamente la droga, e che la TMS possa disturbare questo segnale. Nei casi di dipendenza, alcune aree della corteccia prefrontale che si allineerebbero normalmente con l’attività finiscono spesso con lo spegnersi in assenza di droga, una condizione descritta dai ricercatori come “ipoattiva”. L’intorpidimento delle aree del cervello che sono fondamentali ai processi decisionali potrebbeessere l’elemento che spinge i tossicodipendenti a continuare a utilizzare droghe nonostante gli effetti siano devastanti.

Per Stefano, il volontario di Padova, i risultati sono già stati importanti. «È una nuova sensazione per me – avere denaro in tasca e non sentire il bisogno di spenderlo per comprare cocaina», dice. «È incredibile. Le persone stanno davvero accorgendosi che sono cambiato».

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