Allarme dipendenze giovanili, ora è indispensabile un vero lavoro di squadra
Allarme dipendenze giovanili: serve un vero lavoro di squadra
Alla VII Conferenza Nazionale sulle dipendenze, il Presidente Mattarella e la Premier Meloni hanno lanciato un appello: la dipendenza giovanile è ormai una vera emergenza sociale che richiede un approccio condiviso tra istituzioni, famiglie e comunità.
Oltre le sostanze: nuove forme di dipendenza
Oggi il termine “dipendenza” non riguarda solo droga o alcol, ma anche comportamenti come:
gioco d’azzardo,
shopping compulsivo,
uso eccessivo dei social e del web.
Tutte condividono gli stessi sintomi: perdita di controllo, isolamento, crisi d’astinenza e disagio emotivo.
La trappola dell’autocontrollo
Molti giovani credono di poter “smettere quando vogliono”, ma la dipendenza cresce in modo silenzioso fino a diventare una vera patologia, con ricadute sulla famiglia e sulla vita sociale.
Un approccio integrato
L’articolo sottolinea che non bastano le cure mediche: serve un sistema integrato che unisca prevenzione, cura e reinserimento sociale.
Si parla anche di nuove terapie, come la stimolazione magnetica transcranica (TMS), capace di agire sui circuiti cerebrali compromessi dalle dipendenze.
Prevenire è meglio che curare
La prevenzione resta la chiave: offrire ai giovani lavoro, sport, educazione e modelli positivi aiuta a rafforzare l’autostima e a ridurre il rischio di dipendenze.
Più risorse e consapevolezza
Lo Stato sta aumentando gli investimenti, fino a 165 milioni di euro, per affrontare il problema e contrastare la diffusione di nuove sostanze sintetiche e oppioidi.
In conclusione combattere le dipendenze giovanili non è solo un compito sanitario, ma una responsabilità collettiva. Serve un’alleanza vera tra scuola, famiglia, sanità e istituzioni.
Articolo originale: Gazzetta del Mezzogiorno